Cultura|15 settembre 2011 08:58

Insediamento Romano di Libarna

Riportato alla luce l'insediamento romano di LibarnaLibarna nacque come insediamento umano a servizio dei transiti tra il mar Ligure e la pianura Padana. Poi, a seguito dell’apertura della via consolare Postumia nel 148 a.C. crebbe sino a configurarsi quale centro organizzativo di un ampio territorio circostante. Divenne così una città dotata di tutte le caratterizzazioni urbane del tempo: foro, templi, acquedotto, anfiteatro, teatro, terme con una vita intensa modellata sullo stile di quella di Roma.
Tra le attività economiche che facevano capo a Libarna, erano prevalenti quelle basate sui traffici o mercantili, proprie di un centro di passaggio ma attestato anche su una vasta zona confluente. Le altre erano frutto dell’ambiente e di quello che richiedeva l’esistenza di ogni giorno: agricoltura con buon sfruttamento della vite e artigianato industriale specialmente connesso all’edilizia.
E’ quindi ipotizzabile che la città nutrisse un buon numero di abitanti tra cui spiccavano per entità commercianti, piccoli imprenditori ed artigiani; ed apparisse esteticamente gradevole, come confermano le testimonianze archeologiche. Quanto alla religione, ben poco è noto sulla diffusione del Cristianesimo mentre, nei circa sei secoli d’esistenza, si praticarono i culti tradizionali della romanità talvolta fusi con con miti indigeni.
La fine di Libarna fu segnata dalla disgregazione dell’Impero, e presumibilmente si concretò in un graduale abbandono dell’abitato, poi definitivo dalla seconda metà del quinto secolo, a seguito delle prime invasioni barbariche a sud del Po, che provocarono la paralisi dei traffici e resero insicuri gli insediamenti in piano, pressochè indifendibili. E’ da ritenere che gli abitanti si stabilissero allora sulle alture circostanti fondandovi nuove comunità.
Così, di quella che fu già una città fiorente rimasero i manufatti esposti al saccheggio e, consumati questi, si perdette persino la memoria del luogo tanto da identificarlo erroneamente con altri. Poi, evolutisi i tempi sino a richiedere nuove vie di comunicazione che favorissero gli scambi, ecco Libarna riemergere, nel 1820, allorchè la “Strada Regia dei Giovi” collega nuovamente Genova con la pianura Padana, cozzando contro le antiche rovine.
La riscoperta suscita vivo interesse e gli scavi hanno inizio proseguendo ora con pause, ora intensificandosi fino ai giorni nostri in cui assumono un vigoroso incremento. Dopo il teatro e l’anfiteatro è stata la volta del quartiere adiacente, mentre ripetuti sondaggi hanno permesso di esplorare altri settori dell’area urbana. Attualmente il complesso, sistemato a parco e costantemente sottoposto a manutenzione, comprende edifici pubblici, isolati e strade, di cui si apprezza chiaramente, in una suggestiva cornice naturale, il disegno organizzativo degli impianti.
Ciò che oggi si visita è all’incirca un decimo della zona urbana originaria, regolarmente ripartita secondo tradizionali canoni di fondazione ed attestata su due assi: la via Postumia, che costituiva il cardine massimo da nord-ovest a sud-est, ed il decumano massimo che l’intersecava ad angolo retto. Giusto all’intersezione sorgeva il Foro (o piazza principale) ora interrato oltre la statale. Le Terme erano invece adiacenti all’anfiteatro, nell’angolo nord-ovest dell’abitato. L’acquedotto attingeva abbondanti risorse dal Rio Borlasca sopra l’odierna Rigoroso, ma non difettavano i pozzi in città, alcuni dei quali visibili.
I reperti rinvenuti negli scavi di Libarna sono oggi, purtroppo, smembrati in vari musei e raccolte. La maggior parte è conservata al Museo delle Antichità di Torino, dove tra le opere di maggior pregio ci sono pavimenti a mosaico, marmi, bronzi, ambre figurate,tutte di buon livello artistico, indicativo di una società economicamente e culturalmente avanzata. Anche l’artigianato rivela spunti non trascurabili come nella lavorazione del vetro (coppe, ampolle, contenitori di profumi) e nella fabbricazione dei laterizi.

Per informazioni sulle visite:
Tel. 011/5212507 – 011/5214069 (Soprintendenza Archeologica del Piemonte – Torino)
Come arrivare a Libarna:
Da Milano: Km 105 – autostrada A7
Da Torino: Km. 87 – autostrada A21
Da Genova: Km 50 – autostrada A7
L’uscita è, in ogni caso, al casello di Serravalle Scrivia

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