Alessandria, IN PRIMO PIANO|11 agosto 2012 07:23

Niente accordo sul prezzo del Moscato

ALESSANDRIA. Ancora un nulla di fatto per l’accordo sul prezzo e sulla resa per la vendemmia del Moscato 2012. Il 9 agosto si è tenuto in Regione, un incontro tra la delegazione della parte agricola e la delegazione di parte industriale, durante il quale l’assessore all’Agricoltura Claudio Sacchetto ha tentato una mediazione. In maniera unitaria e compatta il settore agricolo ha formulato una richiesta di 12 euro al miriagrammo in virtù del fatto che alcune industrie hanno proposto 2 euro in più, sulla scorta di contratti che da due anni alcune di queste propongono. La parte industriale dal canto suo si è agganciata al prezzo previsto dal contratto anno 2012 proponendo 9,80 euro a miriagrammo. Grazie alla mediazione dell’assessore che ha proposto 11 euro e dopo estenuanti trattative, la parte industriale è salita a 10,50 euro mentre la parte agricola è scesa a 10,80. Per quanto concerne la resa, le parti sembrano convergere verso 110 quintali ad ettaro. Firmato dagli agricoli, l’accordo ha lasciato invece dubbiosi gli spumantieri, anche se secondo l’assessore Sacchetto la vicenda potrebbe avere esito positivo già la prossima settimana. Per Giovanni Satragno presidente della Produttori Moscato d’Asti <con questa mediazione dell’assessore, la parte agricola, unita, di fatto ha già firmato l’accordo, dimostrando grande senso di responsabilità. Se non dovessimo stipulare l’accordo si applicherebbe la resa di 100 quintali ad ettaro di docg come previsto dal disciplinare e il prezzo rimarrebbe libero. Anche i contratti in essere tra industrie e cantine sociali sarebbero invalidati>. Andare a prezzo libero per Carlo Ricagni della Cia, <sarebbe una sconfitta di tutto il sistema. Il comparto del Moscato è il più importante e rappresenta il 40 per cento della produzione lorda di tutte le uve della Regione. E’ quindi impensabile rompere il rapporto con l’industria. La proposta dell’assessore è quindi da condividere>. Per il prossimo anno si prevede una lieve riduzione della domanda di Moscato, da considerarsi però un fisiologico assestamento, se si tiene conto del boom di vendite dello scorso anno, quando sono state vendute 106 milioni di bottiglie. Per questo motivo l’industria vuole reintegrare le scorte che si sono fortemente ridotte. Per quanto riguarda il Brachetto, l’accordo era stato più facilmente raggiunto il 25 luglio scorso, quando le parti avevano convenuto sul raggiungimento di una resa di 42 quintali a ettaro di Brachetto d’Acqui Spumante e di 47,30 quintali per il Piemonte Brachetto Spumante. Per le tipologie <tappo raso> si era scelto di produrre 55 quintali a ettaro di DO. I prezzi delle uve sono stati stabiliti per 1,35 euro per il Brachetto d’Acqui Docg e 1,20 euro per il Piemonte Brachetto Doc. E Ga

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