Alessandria, IN PRIMO PIANO|15 giugno 2012 17:22

Fabbio: “Non abbiamo potuto decidere sul Rendiconto 2011″

ALESSANDRIA. Non hanno perso tempo gli amministratori recentemente insediatisi a Palazzo Rosso a comunicare agli organi di stampa il termine ultimo dato dal Difensore Civico regionale per adottare il Rendiconto 2011. La stessa solerzia non è pero stata adottata nei confronti dei componenti del Gruppo consiliare Pdl, che al momento non ha ricevuto nessuna notifica in merito. Il 3 e 18 maggio scorsi il Consiglio in carica veniva convocato per affrontare l’adozione del Rendiconto 2011, ma l’adozione non è avvenuta e il problema è passato al nuovo Consiglio, costituito dopo le elezioni di maggio. La nuova Giunta, con la delibera n. 151 del 7 giugno, ha annullato la proposta di Rendiconto predisposta dalla precedente, senza però preparare un nuovo provvedimento. <Ne consegue – scrive Fabbio nella lettera inviata al presidente Enrico Mazzoni – che il Consiglio Comunale, che ha in definitiva la competenza per approvare il Rendiconto 2011, al di là dei tempi e delle modalità previste dal Regolamento di Contabilità, ovviamente del tutto violati, non ha neppure a sue mani la comunicazione del Difensore Civico e quindi nulla può rispetto all’inerzia della Giunta in carica e neppure gli è consentito esercitare il proprio potere per andare nella direzione del commissariamento ad acta, ovvero per evitarlo. Di tutto ciò, che è problema vero, il Consiglio non ha fatto parola, né il suo vertice si è preoccupato di porre in essere un’iniziativa per far sì che la trasparenza non sia una vuota parola, una liturgia stanca anche se più volte evocata. All’inerzia (che è già sanzionata con l’arrivo del commissario ad acta) del Consiglio nell’assunzione del provvedimento, oltreché di quello che fa emergere debiti fuori bilancio per circa 26 milioni di euro, si aggiunge l’inerzia nell’iniziativa politica dell’organo da lei presieduto e la decisione di non decidere in maniera sommersa ed occulta”. Una situazione che ha spinto Piercarlo Fabbio a comunicare il suo dissenso nella speranza di un rimedio della mancata iniziativa politica.